INTERVENTO DEL
PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA
CARLO AZEGLIO CIAMPI
ALLA CERIMONIA DI CONSEGNA DEI
DIPLOMI DI 1^ CLASSE CON MEDAGLIA D'ORO
AI BENEMERITI DELLA SCUOLA, DELLA CULTURA E DELL'ARTE
Palazzo del Quirinale, 16 ottobre 2003
Caro Ministro Moratti,
Cari Benemeriti,
Illustri ospiti,
è la sesta volta che consegno qui al Quirinale le medaglie d'oro ai nostri
benemeriti in vari campi, dalla salute, alla cultura, alla scienza, all'arte.
Due anni fa, nel 2001, chiesi di dar vita a una "Settimana della cultura
italiana nel mondo". Anche quest'anno partirà, dal 20 ottobre
prossimo, la terza edizione della "Settimana della lingua italiana nel
mondo" presso i nostri Istituti di Cultura, a cura del Ministero degli
Affari Esteri e dell'Accademia della Crusca. La lingua è un elemento che ci
unisce nel profondo e la sua diffusione all'estero, quale lingua di cultura,
legata a una domanda sempre crescente, è affidata anche alle Università.
Nei miei viaggi all'estero ho sempre riscontrato grande interesse per la nostra
lingua. La società "Dante Alighieri" è molto attiva
nell'organizzare corsi di lingua italiana in tutto il mondo, ma dovete
adoperarvi anche voi, che insegnate nelle università, che avvicinate i giovani,
perché i laureati delle facoltà umanistiche diventino, sia pure per qualche
anno, lettori di lingua italiana all'estero. Credo che uno dei limiti alla
diffusione della nostra lingua sia nella difficoltà a reperire lettori di
lingua italiana che possano contribuire a favorire la conoscenza del patrimonio
culturale della nostra nazione.
Consegnare qui, al Quirinale, queste medaglie è un modo per sottolineare come
le istituzioni della Repubblica riconoscano la cultura millenaria della nostra
Patria quale pilastro centrale della identità italiana.
Esiste un nesso vitale tra la cultura e il nostro futuro, soprattutto ora che
l'Unione Europea sta diventando, nel progetto di Costituzione, una Unione di
diritti e di valori. La cultura umanistica, artistica e scientifica dell'Italia
rappresenta l'eredità nella quale tutti noi ci riconosciamo. Fa parte
dell'identità europea, unione di tante culture dalle stesse radici, che hanno
dialogato tra loro per secoli creando un patrimonio comune.
Incoraggio Voi, cari benemeriti, artisti, filosofi, storici, letterati,
giuristi, medici, scienziati, a costruire percorsi di studio che portino,
soprattutto i giovani, a sempre più frequenti scambi con altre nazioni d'Europa
e del mondo. I programmi Erasmus e Averroè ormai da un decennio avvicinano
studenti di diversi paesi, favorendo l'incontro tra culture diverse. Adoperatevi
per la creazione di uno spazio europeo di ricerca, alimentato soprattutto da
questi scambi.
Gli incontri tra universitari si ricollegano idealmente ai tempi in cui le
università in Europa, anche nei periodi di barbarie, hanno continuato ad essere
uno spazio di libertà, vero terreno di maturazione della civiltà europea, in
uno scambio creativo di esperienze.
I docenti oggi premiati, che si sono distinti per la loro attività didattica e
di ricerca, testimoniano l'alto valore del loro impegno: senza lo studio e il
sapere non ci sarebbe la libertà, né lo stimolo a nuove scoperte.
Premiare Voi, cari benemeriti, è un modo per suggellare lo spirito con cui i
padri costituenti hanno voluto sancire il dovere della Repubblica di promuovere
lo sviluppo della cultura e la ricerca scientifica e tecnica.
Mi auguro che questo stesso principio, affermato nel progetto di Costituzione
europea, possa favorire da parte dell'Unione, analoghe forme di riconoscimento
di particolari benemerenze del sapere.
Le personalità che oggi vengono premiate testimoniano l'eccellenza raggiunta
nei vari ambiti dell'espressione artistica, del sapere scientifico e letterario,
dell'attenzione al miglioramento del benessere dell'umanità.
Infine un appello particolare, tanto più sentito perché chi parla ha seguito
un percorso formativo fortemente radicato nella cultura umanistica. Sono quindi
un sostenitore del valore formativo di questi studi. Ma esiste oggi uno
squilibrio nelle scelte dei giovani a favore delle facoltà umanistiche rispetto
alle facoltà scientifiche.
Adoperiamoci affinché le facoltà scientifiche richiamino più studenti. Mi
rivolgo a coloro, tra di Voi, che svolgono attività scientifiche: andate nelle
scuole medie e superiori, valorizzate il vostro esempio in modo che tanti
giovani siano stimolati a seguirlo.
L'Italia ha bisogno di ricerca scientifica: senza la ricerca scientifica non
c'è innovazione, e l'innovazione è la carta vincente per la competitività di
un paese. Stabilite anche contatti a livello locale in uno stretto rapporto tra
università e imprese. Potete dare impulso alla costruzione di nuove realtà
produttive legate ai risultati dei vostri studi. Quanto più voi avanzate nella
ricerca, tanto più il nostro Paese diventa competitivo.
Ringrazio tutti per l'impegno con il quale onorate l'Italia con il vostro
lavoro, la vostra creatività e la vostra perseveranza.