INCONTRO DEL
PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA
CARLO AZEGLIO CIAMPI
CON I FIRMATARI DEL
"MANIFESTO PER L'INNOVAZIONE"
Palazzo del Quirinale, 29 ottobre 2003
Signor Presidente Emmanueli,
Gentili Ospiti,
qualche settimana fa, nella cerimonia di consegna al Quirinale delle medaglie
d'oro ai benemeriti della scuola, della cultura e dell'arte, ho avuto modo di
tornare ancora una volta sul tema della ricerca scientifica e sul ruolo
fondamentale che l'innovazione può e deve svolgere per lo sviluppo economico
del nostro Paese e per la sua stessa crescita civile e sociale.
In quella occasione, concludendo il mio intervento, ho riaffermato la
convinzione che l'Italia ha assoluto bisogno di investire di più nella ricerca
scientifica perché "senza ricerca non c'è innovazione, e l'innovazione è
la carta vincente per la competitività di un paese".
La stessa convinzione ho espresso qualche giorno fa durante la mia visita in
Romania, al Forum economico italo-rumeno di Bucarest.
Ho insistito sulla particolare importanza della ricerca di base, fondamentale
sia perché aiuta a trattenere i nostri cervelli in Italia, sia perché,
attraverso le ricadute in termini di ricerca applicata, permette di anticipare i
prodotti di domani, i nuovi metodi di produzione, di individuare i nuovi
mercati, rendendo competitive le imprese ed aiutando lo sviluppo economico.
Senza ricerca di base non c'è futuro per l'economia italiana ed europea, che
"attraversano un periodo di perdita di competitività e di lento
sviluppo" non solo nei confronti dei paesi emergenti di nuova
industrializzazione, ma anche dei paesi più avanzati come gli USA.
Per vincere la sfida globale, è necessario puntare su "investimenti solidi
e costanti" in ricerca e innovazione, con la consapevolezza che in questa
sfida il fattore tempo gioca un ruolo fondamentale: la ricerca non dà risultati
immediati, ma nel tempo si trasforma in vantaggio competitivo e in fonte di
creazione della più importante delle risorse: le nuove idee .
Gli interventi che ho voluto ricordare esprimono il mio pensiero sui temi e sui
problemi su cui verte l'incontro di oggi; rendono implicito il mio apprezzamento
per l'iniziativa che Lei, signor Presidente, ha appena presentato.
Il Manifesto per l'innovazione si muove lungo quelle linee ed esprime un'analoga
preoccupazione per il calo di competitività del nostro Paese, ne sollecita il
recupero attraverso più innovazione e più ricerca.
Ricerca e innovazione sono da sempre fattori essenziali per la promozione dello
sviluppo economico e produttivo.
Di questo siamo tutti convinti.
Tuttavia, i processi evolutivi che hanno investito negli ultimi anni l'economia
e la società dei paesi più avanzati fanno sì che tali fattori siano oggi
diventati elementi decisivi, essenziali per una stabile crescita economica e
sociale.
E' in corso su scala mondiale una grande trasformazione. Essa sta imponendo una
generale riorganizzazione dei sistemi produttivi ed il loro assestamento su
nuovi equilibri, indotti dalla liberalizzazione dei mercati, dalla
globalizzazione della concorrenza e, soprattutto, dal ruolo pervasivo ormai
esercitato dalle nuove tecnologie, a cominciare da quelle dell'informazione e
della comunicazione.
Queste ultime hanno impresso una forte accelerazione a tutti i processi della
vita sociale ed economica. Siamo ormai in quella che viene definita "la
società dell'informazione e della conoscenza".
E' indispensabile, allora, una nuova consapevolezza circa la necessità di
investire nel settore della ricerca maggiori risorse, pubbliche e private.
Il "Manifesto per l'innovazione" vuole essere un contributo in questa
direzione.
L'auspicio è che, attraverso il lavoro comune di quanti operano nelle
istituzioni e nel mondo politico e imprenditoriale, si possa effettivamente
avviare quello che voi avete definito "un circolo virtuoso dello
sviluppo", che coniughi formazione, ricerca ed imprenditorialità e produca
competitività basata sull'innovazione.