INCONTRO DEL
PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA
CARLO AZEGLIO CIAMPI
CON I PARTECIPANTI ALLA CELEBRAZIONE DELLA
"GIORNATA INTERNAZIONALE DELLA MONTAGNA"
Palazzo del Quirinale, 11 dicembre 2003
Onorevole Ministro,
Signor Direttore Generale della FAO,
Onorevoli Parlamentari,
Presidente Santini,
Autorità civili, militari e religiose,
soprattutto, Cari giovani,
voglio innanzitutto ringraziare il Ministro per le politiche Regionali On.
Enrico La Loggia per l'impegno in iniziative concrete come il Concorso "Amiamo
e rispettiamo la montagna", che celebra con le scuole questa prima
giornata internazionale della montagna. Il mio ringraziamento si estende inoltre
al Direttore Generale della Fao Jacques Diouf per le parole che ha pronunciato e
per quanto la Fao sta operando per la Montagna. Un augurio vivissimo al
Presidente Santini per la sua nomina a Presidente della Fondazione.
Ho voluto che il nostro incontro coincidesse con la giornata che ogni mese il
Quirinale dedica alle scuole. Saluto le studentesse e gli studenti oggi ospiti,
che provengono da Istituti situati in Comuni montani e che hanno lavorato per
progetti e idee di qualità a tutela dell'ambiente.
Abbiamo ascoltato insieme il coro suggestivo del Corpo degli Alpini, presentato
dalla provincia di Brescia, a testimonianza sempre rinnovata, del legame antico
dei nostri soldati, del nostro popolo, con la montagna.
Nell'Europa unita, le montagne non ci difendono più dai nemici, sono luoghi di
turismo, di sport, di vita in comune. A tal proposito saluto i nostri atleti
della mia generazione che sono oggi qui presenti e che hanno onorato l'Italia.
Rivolgo un sincero "in bocca al lupo" a tutti gli atleti della squadra
azzurra che si stanno preparando per i prossimi mondiali di sci che si
svolgeranno a Bormio nel 2005 e per le olimpiadi di Torino nel 2006.
La Federazione Italiana Sport Invernali e il Club Alpino Italiano hanno avuto
oggi un segno di riconoscimento per il loro lavoro. In particolare il CAI,
fondato da Quintino Sella nel 1863, non solo ha una storia e una tradizione
fortemente legate alla protezione e allo studio dell'ambiente montano, ma è
anche impegnato nella formazione del Corpo Nazionale di Soccorso Alpino.
Le montagne sono un bene naturale fondamentale per la vita dell'uomo, anche
quali "sorgenti di acqua dolce", come richiama il tema della giornata
internazionale di quest'anno. Sono "castelli d'acqua", come ci
ha ricordato Monsieur Diouf, che ha sottolineato l'impegno della FAO nel
partenariato internazionale della Montagna. E' un patrimonio prezioso per il
pianeta, per ogni Nazione, per tutte le Comunità.
Per questo la promozione delle zone montane e la tutela del paesaggio sono
impegni della nostra Costituzione, doveri della Repubblica.
I duemila chilometri di catene montuose, dalle Alpi alla Sicilia, e gli oltre
4000 comuni montani rappresentano una parte importante del territorio nazionale.
Sono terre che costano fatica e proprio per questo testimoniano impegno e
passione di chi le abita.
Difendere questo straordinario patrimonio dall'aggressione degli egoismi, dalla
speculazione e dall'abbandono significa custodire la nostra identità nazionale,
che si fonda sulla bellezza di un paesaggio indissolubilmente intrecciato con
l'opera dell'uomo.
Prendersi cura della natura significa prendersi cura di noi stessi, stabilire un
patto di alleanza e di rispetto. Per prevenire il degrado e i danni occorre a
questo fine coniugare modernità e tradizione, valorizzare le nuove
professionalità e competenze per la tutela del patrimonio idrogeologico, per la
conservazione e la cura dei boschi, per lo sviluppo dell'agricoltura. Bisogna
farlo considerando i problemi di queste zone: la minore densità abitativa,
aggravata dal basso tasso d'incremento demografico ed i problemi connessi con
l'invecchiamento della popolazione, alla difficoltà nei collegamenti.
Gli italiani, soprattutto i giovani, stanno riscoprendo i Comuni di piccola e
media dimensione, la qualità del vivere insieme, secondo la cultura
dell'accoglienza reciproca, del vivere più a contatto con la natura, con la
nostra terra.
Vogliono una montagna viva, abitata da comunità attive che sappiano
coniugare sviluppo sociale ed economico e tutela dell'ambiente. Comunità
inserite nel mondo moderno, fatto di tecnologia, di distanze che si superano con
i mezzi moderni, come il tele-lavoro, di memoria della tradizione e di valori.
L'azione delle autorità locali e nazionali deve favorire questa nuova cultura
che si pone come obiettivo lo sviluppo sostenibile.
Con questi sentimenti vi ringrazio della vostra presenza. Ringrazio soprattutto
i nostri giovani verso i quali nutriamo la viva speranza che l'Italia unita,
l'Italia che sa vivere insieme nella pianura e nelle grandi città, come nelle
montagne, possa sempre più progredire nella salvaguardia dei valori che la
natura ci ha affidato e che anche con le nostre tradizioni e con la nostra Costituzione
abbiamo solidamente ancorato.