INTERVENTO DEL
PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA
CARLO AZEGLIO CIAMPI
ALLA CERIMONIA DI CONSEGNA DEI
"PREMI PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA"
DELL'ACCADEMIA NAZIONALE DI SAN LUCA
E DELL'ACCADEMIA NAZIONALE DI SANTA CECILIA
Palazzo del Quirinale, 16 dicembre 2003
Signori Presidenti delle Accademie Nazionali,
Signori Accademici,
Signori Rappresentanti delle Accademie straniere presenti a Roma,
Signore e Signori,
rinnovate felicitazioni ai premiati, il Maestro Corpora e l'Architetto Polesello.
La cerimonia di oggi è la Festa delle Accademie Nazionali.
Intende diventare un momento di riflessione annuale sul contributo delle libere
istituzioni culturali alla crescita della creatività, della espressione
artistica, della ricerca scientifica e nelle scienze umane.
I Premi Nazionali Presidente della Repubblica tornano così alla funzione che
per essi aveva immaginato il Presidente Einaudi quando, a pochi mesi della sua
elezione al Quirinale istituì, l'11 ottobre 1948, i Premi Nazionali per la
scienza, affidandoli all'Accademia Nazionale dei Lincei, e quando
successivamente - il 30 gennaio 1950 - istituiva i Premi Nazionali per l'arte e
l'architettura, attribuendoli all'Accademia di Santa Cecilia e all'Accademia
Nazionale di San Luca.
Ho deciso, dopo tanti anni, di tornare al progetto iniziale di Einaudi e di
rilanciare il Premio Nazionale per la Musica, onorando la memoria di un
grandissimo compositore, il Maestro Luciano Berio, un artista, un europeo, un
grande organizzatore, scomparso nel pieno di uno sforzo straordinario per la
reinvenzione della funzione sociale della musica in Italia, attraverso
l'Accademia di Santa Cecilia.
E' giusto iniziare con lui, onorandolo, purtroppo alla memoria, l'albo d'oro di
questa nuova serie.
Dall'anno prossimo Santa Cecilia deciderà, con una sua Commissione, il
Premio che dovrà segnalare alla Nazione le più alte e significative
personalità nel campo della composizione e dell'interpretazione musicale.
Per sottolineare l'intimo legame tra il lavoro dei maestri e i giovani artisti,
che sono il futuro della nostra produzione artistica, ho deciso di istituire due
borse di studio annuali intitolate a due grandi musicisti che ci hanno lasciato
negli ultimi anni: Goffredo Petrassi e Giuseppe Sinopoli. Ringrazio le signore
Petrassi e Sinopoli per la loro presenza. Saranno le madrine dei giovani
musicisti che premieremo dall'anno prossimo.
L'Accademia Nazionale di San Luca, istituita nel 1577 per mezzo di un breve
pontificio di Gregorio XIII, il Papa che ha avviato la costruzione del Palazzo
del Quirinale, nacque per riunire in un unico consesso gli esponenti delle tre
arti maggiori, pittura, scultura e architettura. Nei secoli l'Accademia di San
Luca ha favorito la creazione artistica e vigilato sulla valorizzazione e la
conservazione del nostro patrimonio. Oggi, con l'assegnazione di premi e borse
di studio, mantiene alta la sua secolare missione al servizio del Paese e dei
suoi giovani artisti.
Dall'anno prossimo, inoltre, con la consegna congiunta di tutti i Premi
Nazionali, quella di oggi diventerà l'occasione per fare il punto dello stato
della creatività, artistica e scientifica, sigillo della nostra identità.
Per questo scopo, la Presidenza della Repubblica ha realizzato un nuovo logo per
i Premi Nazionali: una vittoria alata che vedete davanti a voi. E' l'immagine
del bronzo che sovrasta il Vittoriano, sul lato Est del complesso monumentale.
In particolare, torno a sottolineare l'importanza del ruolo delle Accademie
Nazionali. Esse hanno la fortuna di avere statuti che ne garantiscono
indipendenza e libertà, ma devono essere il più possibile coinvolte nella vita
attiva della Nazione, devono stringersi attorno agli obbiettivi di dare nuovo
impulso alla rinascita culturale dell'Italia e di corrispondere al bisogno
crescente di cultura italiana che promana da tutto il mondo.
Le Accademie Nazionali rappresentano una ricchezza che deve circolare di più,
che deve essere impiegata dai nostri Istituti di Cultura all'estero, che deve
collaborare con il sistema universitario, che deve proporre obbiettivi e
missioni di ricerca o di sviluppo della cultura all'autorità pubblica della
quale, pur nella loro autonomia, fanno parte. Come istituzioni, esse
rappresentano il vertice di un sistema di ben 131 istituzioni di formazione nel
campo della musica e delle arti figurative che, lungi dall'essere in crisi, con
gli oltre 55mila allievi vede aumentare la partecipazione e l'interesse,
attirando anche studenti dall'estero, in una percentuale del 7,5 per cento
contro il 2 per cento del sistema universitario.
Non dobbiamo avere remore nel sostenere il merito anche e soprattutto nel campo
della cultura. Lo stesso Presidente Einaudi, rivolgendosi all'Accademia dei
Lincei, di cui era membro, ebbe a dire:"Produrre idee, scoprire qualcosa
e comunicare altrui idee e scoperte, val bene quanto produrre beni materiali.
Dobbiamo davvero rinunciare ad aver parte nella nobile gara internazionale della
creazione delle idee nuove?". No, non abbiamo rinunciato a questo
continuo stimolo reciproco nel mondo della cultura che non sopporta frontiere e,
al tempo stesso, si nutre soprattutto delle tradizioni, delle passioni dei
singoli popoli.
Nel mondo, oltre ai 57 milioni di italiani d'Italia, vi sono altri 60 milioni di
persone che parlano italiano.
Dobbiamo raggiungerli, coinvolgerli, comunicare con loro.
La creazione artistica di un poeta, di un pittore, di un musicista, la scoperta
di uno scienziato sono un successo per l'intera Nazione.
Nell'anno che verrà, avremo due grandi occasioni per promuovere la cultura
italiana nel mondo e in Patria: le manifestazioni legate a Genova Capitale
europea della Cultura 2004 e il 700° anniversario della nascita di Francesco
Petrarca, un poeta che ha segnato per sempre la poesia di tutta la civiltà
europea, ne ha fissato i canoni espressivi fondamentali e che allo stesso tempo
è con la sua creatività poetica, con la sua lingua cristallina uno dei Padri
della Nazione italiana.