Non posso fare a meno di rivolgere a tutti un saluto e, in maniera particolarmente intensa, alla Signora Ambrosoli, a Francesca e Umberto Ambrosoli e ai loro figli.
Esprimo le mie congratulazioni ai premiati: l’ingegnere aerospaziale d’avanguardia, soprattutto per quei tempi, l’imprenditrice, il procuratore; una rassegna dei settori su cui il premio si rivolge e che sottolinea le grandi qualità che il nostro Paese esprime.
A 40 anni dal suo efferato assassinio, questa occasione sottolinea quel che tante volte è stato affermato sulla figura di Giorgio Ambrosoli.
E’ stato indicato come esempio di virtù civiche. Il suo comportamento è stato definito, a buon diritto, quello di un eroe. E’ stato insignito, difatti, della Medaglia d’oro al valor civile, massimo riconoscimento della Repubblica.
Come per altre figure di riferimento del nostro Paese, credo che, alla base del suo comportamento, vi fosse la coscienza della propria dignità personale; e di quella del proprio ruolo, professionale e di responsabile di un compito affidatogli dalla Repubblica.
Questi aspetti hanno certamente contribuito ad alimentare il suo coraggio, malgrado le intimidazioni e le minacce sempre più aggressive, di fronte alle quali ha impersonato la superiorità della legge e dell’onestà.
II Premio Ambrosoli rappresenta – proprio per questo – un messaggio e un’occasione per riflettere.
E’ di grande efficacia l’idea di associare al ricordo dell’Avvocato Ambrosoli un riconoscimento che premia integrità, senso di responsabilità e qualificazione professionale, ovunque, e segnatamente in contesti con difficili condizioni ambientali: questa scelta contribuisce a collocarlo come riferimento dei tanti nostri concittadini che agiscono seguendo la propria coscienza, il senso del dovere e un’alta tensione morale.
Ritrarsi dalle proprie responsabilità, fingere di non vedere, non è un comportamento neutrale: al contrario costituisce un obbiettivo e concreto aiuto all’illegalità e a chi la coltiva.
Assicurare il rispetto della legalità è certamente compito dell’ordinamento dello Stato e delle sue istituzioni ma il contributo che proviene dalla diffusione della cultura della legalità e della responsabilità è decisivo. Il coinvolgimento attivo della società produce una rete di protezione essenziale in aggiunta, naturalmente, a quella che lo Stato deve assicurare: quella rete di protezione che Giorgio Ambrosoli non incontrò.
Il nostro è un Paese pieno di energie e di presenze positive, è sano, malgrado le zone d’ombra, i suoi tanti problemi e le lacune che si riscontrano al suo interno.
Milano esprime, in alto grado, queste capacità positive della società civile. Giorgio Ambrosoli si era formato in questa cultura di Milano e ne rappresenta una figura emblematica.
Ma il valore della sua esperienza e della sua vita è di carattere nazionale e la Repubblica conserva la sua memoria con ammirazione e con riconoscenza.