Ringrazio molto il Presidente Van der Bellen per l’accoglienza particolarmente amichevole che ha riservato a me, a mia figlia e alla delegazione che mi accompagna.
Lo ringrazio per questo invito a compiere una visita di Stato in Austria. È per me un piacere essere qui a Vienna e sono felice di andare domani a Salisburgo.
Il Presidente Van der Bellen ha poc’anzi esposto con precisione gli argomenti che sono stati oggetto dei nostri colloqui e ha sottolineato come le relazioni tra Austria e Italia siano davvero eccellenti sotto ogni profilo: politico, culturale, economico e commerciale.
Sul piano culturale vi è una grande collaborazione che affonda le sue radici nella storia, nei valori e nella sensibilità comune di austriaci e italiani.
Sul piano economico e commerciale registriamo un interscambio in costante crescita, una collaborazione intensa tra aziende austriache e italiane; questo è di grande importanza ed è uno degli elementi che sottolinea il dialogo collaborativo che vi è tra le istituzioni austriache e italiane.
Abbiamo sottolineato alcuni elementi che ulteriormente rafforzano questi nostri legami: il tunnel del Brennero, opera di straordinaria importanza e dimensione, che costituirà il centro nevralgico di un percorso di trasporti che va da Berlino fino a Palermo. È una grande opera che Austria e Italia, insieme, offrono agli scambi nell’Unione Europea.
Abbiamo parlato dell’Alto Adige Südtirol, una regione che lega Austria e Italia. Abbiamo ricordato, in comune, l’orgoglio di un modello di autonomia che - come ha detto il Presidente - è apprezzato in tutto il mondo e visto come modello cui ispirarsi. L’Italia è determinata a garantire in tutti i modi e sotto ogni profilo questa autonomia dell’Alto Adige Südtirol.
Vorrei ringraziare - anche qui, come ho fatto nei nostri colloqui - il Presidente Van der Bellen per le sue iniziative di straordinaria importanza sull’ambiente e sulla crisi climatica che il nostro pianeta attraversa.
Ho aderito immediatamente, con grande convinzione; e questo è un fronte in cui il Presidente austriaco è capofila e noi siamo pienamente in sintonia su questo piano.
Peraltro, come ha ricordato il Presidente Van der Bellen, ci siamo incontrati altre volte: a Roma, Merano e ai vertici Arraiolos, e nei nostri colloqui abbiamo registrato una piena sintonia che riflette l’amicizia e la collaborazione che vi è tra i nostri due Paesi.
Abbiamo parlato dei vertici dell’Unione europea, auspicando insieme che si trovi sollecitamente un’intesa per far partire velocemente la vita delle istituzioni europee dopo il rinnovo del Parlamento, anche perché l’Unione ha di fronte a sé alcune grandi sfide da governare: il clima, l’ambiente, il fenomeno migratorio, l’economia, l’occupazione, la ripresa e la sicurezza dei Paesi dell’Unione.
Noi ci auguriamo che questa occasione (del vertice dell’Unione europea sulle nomine) - che speriamo si concluda domani, così come è negli auspici - consenta all’Unione di partire con grande sollecitudine nell’affrontare questi problemi che deve assolutamente governare. Perché - come ha ricordato il Presidente Van der Bellen - vi sono problemi che nessun Paese europeo da solo può affrontare, ma che insieme, come Unione, possiamo affrontare con successo e possiamo contribuire alla vita del mondo allo stesso livello di influenza dei grandi giganti statuali che nel mondo sono presenti.
Ringrazio ancora il Presidente per l’accoglienza, per i nostri colloqui così interessanti. È un’occasione per sottolineare l’amicizia che c’è tra Austria e Italia.
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Domanda: Abbiamo ascoltato i numeri di amicizia fra Italia e Austria che renderebbero impensabile mettere in discussione il libero interscambio tra questi due Paesi per tradizione bilaterale e per vicinanza, non solo territoriale, ma anche culturale. Eppure il valico del Brennero, in una lunga vicenda che si è trascinata per alcuni mesi, ha rischiato di creare un grave vulnus nei rapporti fra i due Paesi.
Ancora una volta, è l’immigrazione a creare problemi, nel momento in cui si disegna la nuova Europa. Parlo del caso della Sea Watch e mi rifaccio all’immagine del Presidente Mattarella, dell’asse che dalla sua Palermo arriva fino a Berlino. Un caso di immigrazione che rischia di rendere difficili i rapporti fra due Paesi amici come l’Italia e la Germania, e rischia di creare condizioni molto difficili intorno al tema della nuova Europa. Come se ne esce per mettere insieme quelli che sono i diritti degli Stati sovrani, i doveri dell’Unione e i diritti universali dell’uomo?
Presidente: Quelle che lei ha fatto sono due considerazioni. Una riguarda il Brennero. Il Brennero è un punto emblematico, non di separazione, ma di unione tra Austria e Italia. È un punto che segna una svolta positiva nella storia d’Europa che, non a caso, vede Austria e Italia impegnati nella comune realtà dell’Unione europea dove non vi sono confini e dove le frontiere sono state eliminate.
Questo punto di unione è altamente simbolico per la storia non soltanto del rapporto fra Austria e Italia ma anche per la storia complessiva d’Europa. E non vi è nulla che possa turbare questo significato così importante.
Per quanto riguarda il caso della Sea Watch, il rapporto tra Germania Italia è talmente solido come amicizia e collaborazione che non può essere messo in discussione da alcunché.
La sua domanda mira sostanzialmente a sottolineare come il fenomeno migratorio e il suo governo, le reazioni al riguardo, possano creare imbarazzi dentro l’Unione.
Credo che, nel caso specifico, l’auspicio non possa che essere di un abbassamento generale dei toni, perché questo consente di affrontare con maggiore serenità e concretezza ogni questione.
In secondo luogo, sul piano generale, tutte queste vicende richiamano alla necessità che il fenomeno migratorio sia governato dall’Unione europea nel suo complesso. È facile - ed è indiscutibile il rilievo - che la differenza demografica presente e futura, tra Africa e Europa, renda questo fenomeno inarrestabile se non governato con intelligenza, e tutti insieme, dai Paesi d’Europa, dall’Unione europea, in collaborazione con i Paesi dell’Africa da cui nascono i flussi migratori.
Questo significa che l’Unione deve far suo questo problema in maniera completa, sistemica, complessiva, razionale, perché nessun Paese da solo può governare un fenomeno di questo genere. E soltanto l’Unione Europea, come tale, può avere un rapporto collaborativo che faccia crescere il Paese da cui nascono i flussi migratori perché chi è a disagio rimanga nel proprio Paese e possa regolare i transiti in maniera ordinata, legale e sostenibile.
Ma questo può farlo l’Europa nel suo complesso, l’Unione. Non un singolo Paese.
Domanda: una domanda che riguarda l’arresto della responsabile della nave Sea Watch. Il Presidente tedesco ieri ha detto che il salvataggio di uomini non può essere un crimine. L’opinione del Ministro Salvini è già nota. A me interessa la sua personale opinione al riguardo.
La domanda al Presidente Van der Bellen: la procedura per un disavanzo eccessivo contro l’Italia la preoccupa?
Presidente: Per quanto riguarda il problema della condizione della giovane comandante della nave Sea Watch, l’Italia ha una Costituzione cui sono - non soltanto per dovere personale di istituzione, ma per convinzione personale - molto legato. Essa prevede un’assoluta separazione dei poteri. La nostra magistratura è di assoluta indipendenza; è la magistratura nella quale io nutro fiducia.
La questione è nelle mani della magistratura, e questa sua indipendenza assoluta è l’unico criterio che in questo momento può guidare il Presidente della Repubblica italiana.
Per quanto riguarda la domanda che ha posto al Presidente Van der Bellen, siccome riguarda l’Italia, mi consentirà di dire qualcosa anch’io al riguardo.
Noi crediamo che la procedura di infrazione non abbia ragione di essere aperta. Il disavanzo di bilancio in Italia è passato dal 2,4 al 2,1 tra il 2017 e il 2018. L’avanzo primario è passato dall’1,4 all’1,6 dal 2017 al 2018. Il che indica due dati positivi di trend dei conti pubblici.
In più vi è una condizione di base dell’economia italiana di grande solidità. Non a caso l’Italia è la terza economia dell’Unione ed è la seconda manifattura d’Europa.
Credo che il Governo italiano stia presentando alla Commissione europea tutti gli elementi per dimostrare che i conti saranno in ordine, che le indicazioni sono rassicuranti e che non vi sia motivo di aprire la procedura d’infrazione.